Tutto quello che c’è da sapere sulle implicazioni dell’articolo 700 del codice di procedura civile

Vincere un processo non significa automaticamente recuperare le somme spese per difendersi. Gli onorari dell’avvocato, ad esempio, non fanno parte delle spese che il perdente rimborsa di diritto. È precisamente il ruolo dell’articolo 700 del codice di procedura civile: consentire al giudice di ordinare a una parte di compensare le spese legali sostenute dall’altra, oltre alle spese classiche.

Spese non ripetibili e spese legali: la distinzione che cambia tutto

Prima di parlare dell’articolo 700, è necessario comprendere cosa la legge chiama spese legali. Si tratta delle spese di procedura elencate dal codice: spese di cancelleria, compenso degli ufficiali giudiziari, spese di perizia ordinate dal giudice. Il loro rimborso è automatico per la parte che vince.

Gli onorari dell’avvocato, invece, non rientrano in questa categoria. Si chiamano spese non ripetibili, proprio perché non sono recuperabili di diritto. L’articolo 700 esiste per correggere questo squilibrio: conferisce al giudice il potere di concedere un’indennità che copra tutto o parte di queste spese.

Per comprendere bene le implicazioni dell’articolo 700 del codice civile, è importante ricordare che questa indennità non è mai automatica. Essa si basa su una richiesta espressa della parte interessata e sulla valutazione del giudice.

Potere discrezionale del giudice: come viene fissato l’importo

Vi chiedete come un giudice decide l’importo concesso ai sensi dell’articolo 700? Nessun tariffario legale è imposto a lui. Il testo gli conferisce un potere discrezionale basato sull’equità.

In concreto, il giudice valuta diversi elementi prima di fissare la somma:

  • La situazione economica della parte condannata: una persona con redditi modesti non sarà trattata come una grande azienda
  • Il comportamento delle parti durante la procedura: una parte che ha moltiplicato le manovre dilatorie può vedersi imporre un importo più elevato
  • La complessità del contenzioso e il volume di lavoro giuridico che ha richiesto

Il giudice può anche rifiutare qualsiasi indennità, anche se una parte la richiede. Può inoltre concederne una alla parte perdente in situazioni eccezionali, quando l’equità lo richiede.

Donna avvocato assistendo a un'udienza civile in un tribunale francese che illustra l'applicazione dell'articolo 700 del CPC

Decreto del 2022 e assistenza giuridica: un pavimento sconosciuto

Il collegamento tra l’articolo 700 e l’assistenza giuridica è un punto che la maggior parte delle guide giuridiche trascura. Il decreto n. 2022-245 del 25 febbraio 2022 ha però introdotto un cambiamento notevole.

Quando la parte vincente beneficia dell’assistenza giuridica (totale o parziale), il suo avvocato è retribuito in parte dallo Stato. Prima del 2022, il giudice poteva assegnare qualsiasi importo ai sensi dell’articolo 700, compresa una somma irrisoria.

Da questo decreto, l’importo assegnato all’avvocato non può essere inferiore alla parte contributiva dello Stato aumentata del 50%. Questo pavimento legale garantisce una retribuzione minima all’avvocato che ha difeso un giustiziabile assistito dallo Stato. In pratica, ciò modifica le dinamiche per gli avvocati che accettano incarichi in assistenza giuridica.

Due possibili beneficiari, due logiche diverse

L’articolo 700 distingue in realtà due situazioni. Il giudice può indennizzare direttamente la parte o il suo avvocato, a seconda che il giustiziabile benefici o meno dell’assistenza giuridica.

Se non beneficiate dell’assistenza giuridica, siete voi, in quanto parte, a ricevere l’indennità. La conservate per compensare le vostre spese.

Se beneficiate dell’assistenza giuridica, il giudice può attribuire la somma direttamente al vostro avvocato, a condizione che quest’ultimo rinunci a percepire la parte contributiva dello Stato. Questi due regimi coesistono nello stesso articolo, ma obbediscono a regole proprie.

Richiedere l’articolo 700: gli errori concreti da evitare

La richiesta di indennità ai sensi dell’articolo 700 deve figurare nelle vostre conclusioni scritte. Il giudice non può concederla d’ufficio: senza richiesta espressa, niente indennità, anche se la vostra vittoria è totale.

Numerosi errori si ripetono frequentemente:

  • Dimenticare di formulare la richiesta nei propri scritti, pensando che il giudice ci penserà da solo
  • Non fornire alcuna giustificazione delle spese sostenute (fatture dell’avvocato, spese di perizia privata, spostamenti legati al processo)
  • Richiedere un importo scollegato dalla realtà del fascicolo, il che può portare il giudice a ridurre drasticamente la somma o a rifiutarla

In appello, la richiesta può essere formulata per la prima volta, anche se non era stata presentata in prima istanza. Questo punto è spesso ignorato dai giustiziabili che pensano di aver “perso l’occasione”.

Recupero in caso di mancato pagamento

La decisione del giudice che concede una somma ai sensi dell’articolo 700 ha forza esecutiva. Se la parte condannata non paga spontaneamente, potete rivolgervi a un ufficiale giudiziario per ottenere il pagamento forzato, come per qualsiasi credito giudiziario.

Gli interessi legali decorrono su questa somma alle stesse condizioni del capitale del debito, conformemente alle regole del codice civile.

L’articolo 700 rimane uno strumento di riequilibrio, non un meccanismo di rimborso integrale. L’importo ottenuto copre raramente la totalità degli onorari sostenuti. Prevedere questo scostamento fin dall’inizio di una procedura consente di calibrare meglio il proprio budget e le proprie aspettative nei confronti del processo.

Tutto quello che c’è da sapere sulle implicazioni dell’articolo 700 del codice di procedura civile